Gestire e valorizzare il patrimonio con la cultura quali le possibilit Il progetto del Cultural Real Estate
03 maggio 2016

Gestire e valorizzare il patrimonio con la cultura, quali le possibilità? Il progetto del Cultural Real Estate

Si è svolta il 3 maggio a Milano la tavola rotonda dal titolo “Gestire e valorizzare il patrimonio con la cultura, quali le possibilità? Il progetto del Cultural Real Estate” che ha riunito in un esclusivo incontro i rappresentanti delle istituzioni e degli operatori del real estate e della cultura, per discutere e confrontare diverse modalità operative di gestione e valorizzazione di asset immobiliari di pregio da destinare a finalità culturali.

 

La presenza di immobili di grande pregio storico e culturale, inutilizzati e lasciati a sé stessi, è una realtà che grava pesantemente sui proprietari oltre che un valore inespresso per il territorio in cui si inseriscono. E’ quindi necessario trovare una soluzione adatta a valorizzare e a promuovere tale patrimonio, generando dei benefici per il proprietario e contribuendo a incentivarne l’utilizzo da parte della collettività. Prima però è necessario partire da un nuovo assunto: l’immobile storico non va considerato semplicemente come un edificio, ma come un’ azienda, che quindi è in grado di generare reddito, ritorni per gli investitori e porsi a tutti gli effetti come nuova asset class.

 

La figura di un gestore specializzato, la progettazione integrata, così come la manutenzione programmata degli immobili, in grado di coinvolgere insieme partners istituzionali e privati, sono ulteriori fattori necessari e strategici per far sì che iniziative di riqualificazione e gestione di immobili di valore vengano effettivamente portate a termine concretamente e in tempi congrui.

 

Valorizzazioni Culturali, società attiva nella gestione e valorizzazione culturale di immobili storici, assistita dall’advisor Sinloc Sistema Iniziative Locali SpA, società che fornisce consulenza, investe e agisce come management company per iniziative infrastrutturali anche in partenariato pubblico-privato, si propone come principale soggetto sul mercato per la valorizzazione di asset immobiliari di pregio e la promozione di tale patrimonio. La società ha dato vita al progetto Cultural Real Estate (di seguito CultuRE) che opera in qualità di real estate developer attraverso determinate modalità operative di gestione e organizzazione di eventi, al fine di portare un beneficio sia al proprietario, sia alla collettività: ai primi è corrisposto un canone, ed eventualmente opere di ristrutturazione, consentendo di generare una redditività dagli spazi altrimenti vuoti e non valorizzati, ai secondi è garantita una location di pregio, in ottimo stato funzionale. Il valore aggiunto è proprio nell’approccio ad elevata creatività che consente di proporre idee e concept innovativi, curando gli aspetti strategici, operativi di gestione, comunicazione e marketing.

 

Filippo Perissinotto, fondatore di Valorizzazioni Culturali, spiega: “CultuRE intende attuare una strategia di forte espansione del business attuale, principalmente aumentando le locationdisponibili caratterizzate tutte dalla presenza di "macro-eventi" di prestigio e incentivando la collettività al suo utilizzo. Ad oggi il 92% dei nostri clienti/investitori è estero, a testimonianza di come l’Italia sia un immenso veicolo di attrazione culturale riconosciuto nel mondo ”.

 

Andrea Martinez, vice direttore generale di Sinloc, evidenzia come la presenza di operatori specializzati nella gestione di immobili storici sia il primo passo necessario per lo sviluppo di partenariati pubblici privati e una miglior allocazione delle risorse pubbliche e private. Oggi gli investimenti per la riqualificazione di immobili storici sono generalmente legati a forme di sponsorizzazione e finanziamenti a fondo perduto. L’ingresso nel mercato di tenants in grado di remunerare un canone e garantire una gestione efficace ed efficiente degli immobili, consente l’attivazione su questo tipo di progetti di forme di credito agevolato e capitale paziente.

 

Secondo Giacomo Morri, Senior Professor SDA Bocconi, Accounting, Control, Finance & Real Estate Department, fra i relatori dell’evento, “negli ultimi anni si sta assistendo ad una forte obsolescenza degli immobili, in particolare quelli moderni, che non offrono spazi adeguati mentre gli immobili storici necessitano di forti interventi, di una gestione particolare e di un’importante riqualificazione, sia dal punto di vista tecnico, che economico. Gli immobili storici italiani possono rappresentare una significativa asset class: data dal vantaggio di possedere un bene unico per le caratteristiche storiche ed architettoniche dell’edificio, con però il rischio gestionale di cui tener conto per quanto riguarda la modalità di utilizzo degli immobili stessi”.

 

Per Marco Cammelli, Presidente della Commissione per le Attività e i Beni Culturali dell’ACRI, risulta “urgente il censimento e la catalogazione degli immobili storici italiani, cui far seguito una progettazione integrata e una manutenzione programmata dello stabile”. Qualcosa si sta muovendo anche in termini legislativi: “Il nuovo Codice degli Appalti”, sottolinea Cammelli, “contiene importanti novità in materia di beni culturali introducendo nuovi strumenti quali i dati procedimentali, le agevolazioni fiscali, il credito d’imposta, le sponsorizzazioni, che dovrebbero favorire la valorizzazione degli immobili come auspicato dal progetto CultuRe”.

 

Marco Carminati, Caposervizio dell’inserto Cultura del Sole 24 Ore, contestualizza le tematiche discusse rispetto a casi passati e presenti di gestione e valorizzazione di immobili storici del nostro paese. Il caso delle Isole Borromee, ad esempio, ci insegna come il connubio tra promozione, comunicazione e costante e attenta manutenzione, siano elementi essenziali e vincenti in termini di attrattività generata.

 

Alla fine dell’incontro, ci si interroga sull’opportunità di applicare il progetto CultuRE ai borghi storici italiani, alcuni dei quali dimenticati, con lo scopo di contribuire ad aumentarne la notorietà e la frequentazione restituendone dinamismo e vitalità all’interno del tessuto turistico e culturale del territorio, ricordando che la promozione dei beni culturali, straordinari e fragilissimi, è un dovere.

 

Valorizzazioni Culturali

Valorizzazioni Culturali, nata nel 2013 su iniziativa del Fondatore Filippo Perissinotto con esperienza ventennale nel settore, opera nella gestione e valorizzazione culturale di immobili storici e si propone come “cultural advisor” e “real estate developer”. La Società è attiva nei servizi finalizzati al recupero e alla valorizzazione di capitali culturali, con una spiccata specializzazione nella consulenza e nel management di iniziative con carattere d’internazionalità, per pubblici e aziende sia italiani che di altri Paesi.Il core business è quello di valorizzare e mettere a sistema il patrimonio immobiliare storico nazionale, attraverso: ideazione, produzione e gestione dei servizi per eventi culturali ed espositivi, gestione diretta di immobili storici in genere, progetti di valorizzazione e di sviluppo di promozione territoriale, turistica e d’arte, consulenze e studi di fattibilità sui progetti culturali.Attualmente, Valorizzazioni Culturali si avvale di 30 professionisti e altrettanti collaboratori occasionali, e gestisce oltre 20 location su tutto il territorio italiano (tra immobili storici e progetti di marketing territoriale). Le sedi principali sono a Venezia - Palazzo Flangini - e a Milano- Brera Site.

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