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20 aprile 2015

Convegno Rigenerazione Urbana – modelli italiani ed europei a confronto Modena

Intervento dott. Antonio Rigon, Amministratore Delegato Sinloc SpA al Covegno Rigenerazione Urbana – modelli italiani ed europei a confronto tenutosi a Modena il 26 febraio 2015


Massimiliano Panarari: “Passo la parola ad Antonio Rigon di Sinloc SpA e, oltre al tema di un eccesso di proceduralizzazioni, tipico di questo Paese e che pone delle difficoltà rispetto alla possibilità di fare interventi e cambiamenti di ogni genere, anche nell’ambito degli investimenti culturali, chiamo in causa il suo sguardo globale di soggetto di affiancamento. Lo conoscete anche qui a Modena, per il lavoro della sua società nella costruzione del Polo Culturale Sant’Agostino. Quindi, che cosa ritiene sia importante da incentivare nel campo degli investimenti culturali?”

 

Antonio Rigon: “Grazie dell’invito. Vorrei comunque anteporre una breve presentazione di Sinloc. Sinloc è una società che investe in infrastrutture locali, apportando competenze e servizi, oltre che capitali propri, per realizzare queste opere. È una sfida non facile nel nostro Paese, talvolta, apparentemente, quasi impossibile. Sinloc offre anche servizi di consulenza a pubbliche amministrazioni, fondazioni o istituzioni finanziarie riguardo a studi di fattibilità, ovvero supporti utili a strutturare e negoziare il credito bancario necessario a finanziare i singoli progetti. Siamo partecipati da dieci fondazioni bancarie e da Cassa Depositi e Prestiti.

Raccoglierò la sfida che mi è stata lanciata, ma lo farò alla fine dell’intervento, perché quello che dirò sarà sincero ma “forte” e preferisco quindi porlo a conclusione. Parto da una considerazione, che deriva da cinque anni di lavoro sul “Rapporto sulla competitività urbana” che Sinloc sviluppa con l’Istituto Tagliacarne, la Fondazione ISMU, SiTi e con BEI (Banca Europea degli Investimenti). Il concetto di fondo è che oggi il mondo è cambiato radicalmente. Oggi le città non partecipano più a concorsi di bellezza: vi ricordate le classifiche dei quotidiani di anni fa? Non è più così. Si è dentro ad una competizione vera. Una competizione che non è più tra Bologna e Modena o tra Modena e Reggio Emilia è globale. Questa competizione riguarda, cosa nota, l’attrazione di capitale economico, finanziario ed imprenditoriale, ma oggi riguarda anche, e soprattutto, l’attrazione di capitale umano ed intellettuale. Così come accade spesso per le imprese piccole e grandi, la vittoria di un territorio, piccolo o grande, dipende molto dal poter disporre di un capitale umano ed intellettuale vincente. Di conseguenza, il primo concetto che vi vorrei trasmettere non è solo che si deve competere, ma che per farlo efficacemente si devono attrarre sia il capitale economico-finanziario (per esempio, i fondi europei), sia il capitale umano ed intellettuale. E allora vengo anche alla domanda che mi è stata fatta e la risposta è sì. La rigenerazione urbana, in particolare quella che verte anche su investimenti in progetti culturali, ha un ruolo potenzialmente importante nell’attrazione del capitale in senso ampio di cui ho parlato, anzi spesso fa la differenza.

Mi piacerebbe però introdurre anche un altro concetto: la riqualificazione urbana collegata a progetti culturali non riguarda solo le “opere” o, più nello specifico, le “opere pubbliche”. Vorrei che si parlasse di più, invece, di “strutture per l’erogazione di servizi di pubblica utilità”. Vorrei che non si parlasse di “opere”, ma di “infrastrutture culturali per l’erogazione di servizi culturali”. Bisogna cambiare mentalità: non serve a niente fare il palazzo, serve quello che quel palazzo produrrà in termine di servizi culturali fruibili.

Se sviluppati in quest’ottica gli investimenti in infrastrutture culturali possono avere un impatto importante e immediato sul territorio. Tutto ciò, per l’indotto, di lavoro e di redditi, che generano i beni e i servizi domandati sul territorio, esattamente come avverrà per il Sant’Agostino a Modena. Si tratta di un indotto importante che purtroppo non funziona e va curato con attenzione, come credo di poter dire stia facendo la Fondazione, con gare trasparenti e con modalità efficaci. Tutto questo è importante, ma non basta. L’altra cosa che spesso dimentichiamo è che, purché ci sia sostenibilità economica e sociale, devono essere fatte opere belle, e ciò va fatto non tanto per un puro gusto estetico, ma proprio per dare consapevolmente un contributo alla competitività del territorio. Se si hanno opere belle, si crea, infatti, una certa qualità percepita del territorio, si attrae e si trattiene capitale umano e intellettuale.

Un’altra cosa molto importante sono i servizi culturali. Essi portano turismo, sostenibilità, sviluppo, occupazione, indotto e così via. E tutto ciò può derivare non solo dall’attrazione di flussi turistici nazionali e internazionali, ma anche dalla possibile attivazione d’imprese culturali collegate a questo processo. Ieri sera è stato detto che non è automatico che ciò accada, ma si può lavorare seriamente in tal senso.

La cosa importante è che la fruizione sul territorio di questi servizi culturali diventi anche un vero elemento di attrattività e di qualità per i residenti presenti e futuri, un aiuto all’attrazione e al mantenimento di capitale intellettuale.

Faccio un esempio concreto. Sinloc sta lavorando molto in provincia di Cuneo. E’ un territorio che sta esprimendo una buona capacità competitiva, demografica, sociale, economica e ambientale, peraltro migliore di aree vicine più grandi e blasonate come Torino e sicuramente meglio di altre aree della Regione come Alessandria o Vercelli. Cuneo però ha un problema particolare, che deve affrontare per il suo futuro, che posso esemplificarvi con questa domanda: come convinco il manager, l’ingegnere o il tecnico specializzato attratti dalla Ferrero o dalla Merlo ad Alba o Cuneo a restare? O meglio a radicarsi con la propria famiglia? Come posso farlo se il territorio non offre servizi culturali e sociali? Una città che attiri manager, tecnici e giovani brillanti, magari dall’estero, e poi li convinca a restare e radicarsi deve avere scuole e asili e deve averli di qualità, ma deve avere anche cultura, bellezza e intrattenimento. Per il solo stipendio, non resterebbero, per lo meno non resterebbero a lungo. Questa è una grande problematica che le nostre città devono affrontare.

In Sinloc abbiamo lavorato su tanti fronti: per esempio, a Forlì, al San Domenico. L’esperienza di Forlì ha insegnato, a noi e alla Fondazione, che non importa solo chi arriva, importa anche l’indotto che si crea sul territorio e, studiando tale indotto e su quali categorie economiche esso impatta di più, si riesce anche a migliorare l’offerta culturale. Tutto ciò, ad esempio, al fine di fare esposizioni che siano non solo belle, ma più efficaci anche in termini di indotto. Ma per fare questo seriamente, si devono prima fare approfondite analisi e studi di fattibilità. Si deve prima ragionare e solo poi decidere. Un’altra esperienza che abbiamo fatto è quella di Genus Bononiae: in quel caso non abbiamo studiato l’indotto economico e sociale, ma abbiamo fatto un’attività di supporto alla razionalizzazione organizzativa della struttura gestionale. La sostenibilità è importante in queste cose. Le organizzazioni devono essere efficienti, costare il meno possibile e fare il meglio in modo efficace. Se non stanno in piedi gli economics, le belle operazioni inciampano e spesso non si rialzano.

Abbiamo lavorato anche al nuovo Orto Botanico di Padova, dove sono stati investiti negli anni importanti fondi europei oltre che risorse proprie dell’Università. Anche lì il concetto importante era: ricercare nuove idee e aprirsi a nuove sfide. Oggi il nuovo Orto Botanico di Padova, ridefinito e ampliato nelle funzionalità, attento all’efficienza dei progetti è un progetto non solo bello ma anche sostenibile. Il merito principale è dell’Ateneo, ma un po’ anche nostro e della Fondazione che ci ha messo “a disposizione”.

Oggi stiamo sollecitando il Comune, l’Università e la Fondazione di Padova a inserire le strutture culturali in un network integrato, seguendo e andando oltre l’esperienza della Fondazione dei Musei di Venezia.

A proposito di Venezia, chissà perché con una certa tipologia di gestione si perdeva e adesso, invece, da quando c’è la Fondazione, si comincia a guadagnare? E potreste anche scoprire che nulla si è perso in qualità culturale, anzi. L’utilità pubblica è una bella cosa, ma purtroppo sappiamo che le regole del lavoro pubblico a volte si scontrano con la sostenibilità e mortificano l’imprenditorialità. Per non parlare ovviamente di quando s’introducono ingerenze indebite.

Un’altra esperienza è legata a un auditorium di una città che non vi dirò e grazie a essa abbiamo imparato tantissimo sull’importanza di creare una comunità e un ecosistema. Se non si crea un ecosistema tra attività culturali, indotto, sostenibilità economica e attività sociali, come si è fatto ad esempio in Trentino con il MAST, le cose non stanno in piedi e muoiono. Proseguendo, abbiamo lavorato all’M9 di Mestre e lì la grande sfida era dare sostenibilità anche nel futuro, pensare ai giusti strumenti di finanziamento, perché anch’essi contano.

Una grande sfida per il Sant’Agostino è che deve diventare un ecosistema. Ci deve essere la gente dentro e deve interagire. Questa è una vera grande sfida e non solo per la sostenibilità economica. Non è una sfida facile poiché il cuore è un polo bibliotecario e, di solito, in biblioteca ci si entra per stare zitti e studiare.

Infine, volevo chiudere con la sfida che mi è stata lanciata. Per rafforzare gli investimenti culturali va sicuramente incentivata una progettualità sostenibile, concreta e professionalmente solida, ma occorre anche cambiare mentalità sia nel pubblico che nel privato. In particolare occorre che si superi nel Paese una diffusa mentalità distruttiva che considera un successo il bloccare qualcosa, molto spesso solo perché promosso da altri, ovvero perché non ritenuto perfetto sotto il profilo di astratte aspirazioni di perfezione, peraltro si solito incredibilmente parziali. A persone di mia conoscenza è capitato purtroppo di affrontare l’irritazione e il sarcasmo di alti dirigenti europei che asserivano che nessun altro Paese era al pari dell’Italia nel promuovere iniziative di ostacolo o anche di sabotaggio di proposte e progetti che venivano dalle istituzioni nazionali.

Se noi non superiamo questa mentalità e anzi non cominciamo al contrario ad avere un certo rigetto contro questa mentalità, tutto quello che ho detto prima, tutto ciò che abbiamo detto di voler fare, diventa molto difficile.

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2017

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2016

Due Diligence per impianto a biomasse a supporto della rimodulazione del credito Investimenti portuali in Italia per Island Global Yachting Con Regione Emilia Romagna per definire una strategia razionale di utilizzo delle proprie sedi Inaugurazione del Centro ANFASS “Elisabetta Nannini” Selargius (Cagliari) 5 e 6 dicembre: presentazione risultati studio valorizzazione agricola Presentazione del VI Rapporto sulla Competitività delle Aree Urbane Urban Promo XIII Edizione, Efficientamento energetico nella rigenerazione edilizia: come fare in carenza di risorse pubbliche Supporto a Idroemilia per il finanziamento di quattro impianti idroelettrici Smart Metering 2017, un obbligo normativo ed una opportunità di sviluppo per le local utilities ed i comuni verso le smart city Programma di sviluppo e riorganizzazione di Acqua & Terme Fiuggi SpA Efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica nella Provincia di Cuneo Supporto strategico nello sviluppo del polo fieristico di Padova Business Plan e supporto alla negoziazione dei finanziamenti bancari del gruppo AMAG Horizon H2020-Innovation Action/UE: partecipazione a un Progetto europeo (SPHeReS) per la valorizzazione del patrimonio culturale come motore di crescita sostenibile Jessica Sardegna/UE/BEI: Inaugurazione reti gas nei comuni di Villacidro e Pabillonis Jessica Sardegna/BEI/UE: inaugurazione del nuovo terminal crociere di Cagliari e nuovi finanziamenti Progetto CERtuS: progettare e finanziare edifici a consumo energetico zero Valorizzazione della produzione agricola di Padova e Rovigo: marketing strategico e modello organizzativo Al via la task force su financing urban sustainable development Realizzazione della piscina coperta di Alghero con fondi Jessica Nuovo Consiglio di Amministrazione Sinloc SpA Culture Sostenibili - Bassano 26 maggio 2016 Financing Urban Sustainable Develpoment, Università Bocconi, Milano, 27 maggio 2016 Gestire e valorizzare il patrimonio con la cultura, quali le possibilità? Il progetto del Cultural Real Estate Martedì 19 aprile - Piante per le persone: presente e futuro degli Orti Botanici Assistenza tecnica Progetto Elena/BEI/EU Chieti Towards 2020 Laboratorio Unico Metropolitano (LUM) di Bologna Valutazione della società AMFA SpA, concessionaria del servizio farmacie di Rimini Riqualificazione del complesso conventuale di San Giorgio (Pistoia) in un struttura di co-housing
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